mercoledì 2 luglio 2014
martedì 1 luglio 2014
Mangiare di notte: 5 consigli per smettere e non ingrassare
A fine giornata, dopo aver cenato, capita spesso a molti di noi di essere perseguitati dalla voglia di cibo, dolce o salato che sia. Che sia fame? Assolutamente no e, come dimostrano varie ricerche condotte negli ultimi anni, le motivazioni che si celano dietro a questo famelico appetito notturno sono molteplici. È per questo che non potevamo non toccare anche questo annoso argomento, con5 consigli da seguire che vi aiuteranno ad evitare di mangiare di notte!


Lo snack notturno, lo ‘stuzzichino’, è infatti uno dei più acerrimi nemici per la nostra salute e per la nostra dieta quotidiana, poiché introduce nel nostro organismo una serie di alimenti assolutamente deleteri in orari in cui il nostro metabolismo sta rallentando in vista del sonno notturno.
Non è un caso, infatti, che i dietologi di tutto il mondo raccomandino una cena leggera, priva possibilmente di carboidrati e grassi di origine animale, che tendono ad essere assorbiti con maggiore facilità dal nostro corpo proprio per via del metabolismo, che dal tardo pomeriggio in poi comincia a scendere vertiginosamente. Il nostro corpo la sera, quindi, tende a consumare meno calorie e, inevitabilmente, se si assumono alimenti ricchi di calorie molte di queste verranno immagazzinate, portando ad un aumento di peso.
La situazione, come se non bastasse, viene aggravata dai tipi di cibo che vengono ingeriti dopo cena, che vengono solitamente catalogati come ‘junk food’ – ovvero cibo spazzatura - e che sono ben poco salutari e che il nostro organismo ci spinge a mangiare di notte per placare la nostra ansia, lo stress, la noia e la fatica.
Un bel problema insomma, specie per chi vuole seguire una dieta dimagrante o per chi vuolemangiare sano per migliorare la qualità della propria vita. Esistono dei rimedi, delle soluzioni, per evitare di mangiare di notte e ritrovarsi, alla lunga, con diversi chili di troppo?
Fortunatamente la risposta è si e per arginare la voglia di mangiare di notte ci sono 5 consigli che possono aiutare a risolvere il problema:
Mangiare di notte: 5 consigli per smettere e non ingrassare
1. Mangiare: dove, come e quando
Il nostro organismo è stato pensato dalla natura per essere in costante equilibrio, tuttavia con l’alimentazione scorretta e trascurando le nostre abitudini e gli orari tendiamo troppo spesso ad alterare i preziosi equilibri ed i ritmi circadiani del nostro corpo.
Proprio per questo il ‘trittico’ di regole da cui partire è il ‘dove-come-quando‘. Sul dove, ovviamente, la tavola regna sovrana e si deve assolutamente evitare di consumare cibi davanti alla TV, in poltrona, davanti al PC – o peggio ancora a letto -, perché il nostro cervello è distratto da altre cose – programmi in televisione, ecc-.
Il perché è presto detto, e chiama in causa il ‘come‘: un pasto consumato davanti alla TV, ad esempio, può portare a quello che gli americani chiamano ‘mindless eating‘, facendoci mangiare più di quanto sia realmente necessario. Meglio, quindi, sedersi a tavola e mangiare con calma, masticando bene e prestando attenzione alla quantità di cibo che si ingerisce.
Altro aspetto spesso sottovalutato è il ‘quando‘: il nostro organismo necessita sostanzialmente di tre pasti principali nel corso della giornata – colazione, pranzo e cena -, e l’ideale per non stravolgere i suoi equilibri ed il nostro orologio interno è essere abitudinari. Cenare sempre alla stessa ora, se possibile, avendo ovviamente cura di ripartire le calorie assunte con il cibo in maniera equilibrata. Colazione abbondante, pranzo soddisfacente e cena leggera, a base magari di pesce, pollame e verdure.
2. Niente dolci la sera, si a proteine e fibre
La cena è, tra tutti quanti, il pasto forse meno importante della giornata e, in una dieta ideale, dovrebbe essere a base di carne, pesce e verdure. Le proteine contenute nelle carni e le fibre contenute nelle verdure, infatti, aiutano a saziare più a lungo e vengono digerite lentamente, evitando in parte gli attacchi di fame notturni.
Altra cosa da evitare per non mangiare di notte sono i dolci, che stimolano l’appetito e la voglia di altre sostanze zuccherine.
3. Bevanda calda
Per non mangiare di notte una bella bevanda calda è forse l’alleato migliore in cui si possa sperare: un tè alle erbe, meglio se deteinato, oppure una tisana/camomilla, permette infatti di riempire lo stomaco – e quindi limitare la voglia di cibo -. In più, essendo bollente, richiederà qualche minuto per essere consumato, distraendovi dalle vostre ‘voglie’ di cibo notturno.
4. Snack salutare
Se tra le vostre debolezze il gelato post-cena è qualcosa di irrinunciabile allora è bene premunirsi, acquistando del gelato light, minimizzando quindi i grassi ingeriti, oppure con i ghiaccioli. Questi ultimi, peraltro, possono essere tranquillamente fatti in casa, usando acqua ed un po’ di succo di limone – o di arancio, o un goccio di cola dietetica, ecc -. Da evitare, quindi, i gelati confezionati che contengono calorie a volontà, grassi e zuccheri. Off limits, ovviamente, le patatine ed altri snack calorici e tutt’altro che salutari, ma nulla vieta che possiate mangiare magari un frutto per placare la vostra fame.
5. Passeggiata o libro
Il consiglio che ci piace di più elargire per non mangiare di notte non è di natura alimentare e, se la fame nervosa vi assale dopo cena, la migliore soluzione è probabilmente quella di fare una bella passeggiata oppure leggere qualche capitolo di un libro, per migliorare la salute del corpo e della mente.#EK
Zanzare: la guerra è cominciata!
Con l’arrivo dei primi caldi il nemico volante è in agguato: impara a conoscerlo con l’aiuto degli esperti, a prevenire le invasioni a casa tua e a scegliere le armi più efficaci per difesa e contrattacco

Un inverno dalle temperature miti, piogge torrenziali neanche fossimo ai Tropici e un mese di febbraio caldissimo come non si ricordava da due secoli. Tutti fattori che inducono gli esperti a prevedere quest’estate una lotta più che mai agguerrita contro un fastidioso e odiato insetto, la zanzara. Di solito, con le basse temperature invernali, buona parte delle larve e degli esemplari in circolazione non sopravvive, ma la stagione alle spalle è stata anomala e, come molti si saranno resi conto, il banchetto del nostro sangue è già cominciato.
I rimedi in commercio per rendere la nostra pelle poco appetibile sono innumerevoli ma, come suggeriscono gli esperti, è importantissimo andare alla fonte del problema: «In primis eliminare i ristagni d’acqua, gli habitat perfetti per depositare le uova», spiega Claudio Venturelli, entomologo della Ausl della Romagna. Chi per esempio non ha mai dimenticato un po’ d’acqua nei sottovasi delle piante? Un recipiente o un innaffiatoio sotto la pioggia? È chiaro come basti veramente poco alle zanzare per moltiplicare il loro esercito. L’azione scatta in primavera. Nelle grandi città, come Roma e Milano, le ordinanze per la disinfestazione sono state emesse già a partire da metà aprile. In particolare si parla della zanzara tigre, una specie (Aedes albopictus) che ha fatto il suo debutto in Italia circa vent’anni fa. A differenza della nostrana Culex pipiens, la tigre (chiamata così per le striature bianche) attacca di giorno e soprattutto agli arti inferiori. Ama depositare le uova nei copertoni delle auto ed è forse proprio così che è giunta fino a noi dall’Asia. È soprattutto contro la Aedes albopictus che gli interventi delle municipalità sono mirati con prodotti insetticidi che devono essere rigorosamente regolamentati dalle normative europee.
Negli ultimi anni, però, non sono mancate critiche su questo tema. La crisi delle casse comunali ha abbassato la spesa destinata alla voce disinfestazione e il rischio è che si compiano interventi non adeguati o con prodotti addirittura tossici pur di risparmiare. L’attenzione degli assessorati all’ambiente verso i consorzi o le imprese a cui vengono affidate le bonifiche deve mantenersi quindi sempre alta. Ai cittadini, inoltre, le ordinanze chiedono di usare il buon senso e controllare lo stato del proprio giardino o terrazzo. Ma anche di non affidarsi ai rimedi fai da te con ricette chimiche improvvisate.#EK
http://starebeneitalia.com/component/content/article/173-news/2596.html

Un inverno dalle temperature miti, piogge torrenziali neanche fossimo ai Tropici e un mese di febbraio caldissimo come non si ricordava da due secoli. Tutti fattori che inducono gli esperti a prevedere quest’estate una lotta più che mai agguerrita contro un fastidioso e odiato insetto, la zanzara. Di solito, con le basse temperature invernali, buona parte delle larve e degli esemplari in circolazione non sopravvive, ma la stagione alle spalle è stata anomala e, come molti si saranno resi conto, il banchetto del nostro sangue è già cominciato.
I rimedi in commercio per rendere la nostra pelle poco appetibile sono innumerevoli ma, come suggeriscono gli esperti, è importantissimo andare alla fonte del problema: «In primis eliminare i ristagni d’acqua, gli habitat perfetti per depositare le uova», spiega Claudio Venturelli, entomologo della Ausl della Romagna. Chi per esempio non ha mai dimenticato un po’ d’acqua nei sottovasi delle piante? Un recipiente o un innaffiatoio sotto la pioggia? È chiaro come basti veramente poco alle zanzare per moltiplicare il loro esercito. L’azione scatta in primavera. Nelle grandi città, come Roma e Milano, le ordinanze per la disinfestazione sono state emesse già a partire da metà aprile. In particolare si parla della zanzara tigre, una specie (Aedes albopictus) che ha fatto il suo debutto in Italia circa vent’anni fa. A differenza della nostrana Culex pipiens, la tigre (chiamata così per le striature bianche) attacca di giorno e soprattutto agli arti inferiori. Ama depositare le uova nei copertoni delle auto ed è forse proprio così che è giunta fino a noi dall’Asia. È soprattutto contro la Aedes albopictus che gli interventi delle municipalità sono mirati con prodotti insetticidi che devono essere rigorosamente regolamentati dalle normative europee.
Negli ultimi anni, però, non sono mancate critiche su questo tema. La crisi delle casse comunali ha abbassato la spesa destinata alla voce disinfestazione e il rischio è che si compiano interventi non adeguati o con prodotti addirittura tossici pur di risparmiare. L’attenzione degli assessorati all’ambiente verso i consorzi o le imprese a cui vengono affidate le bonifiche deve mantenersi quindi sempre alta. Ai cittadini, inoltre, le ordinanze chiedono di usare il buon senso e controllare lo stato del proprio giardino o terrazzo. Ma anche di non affidarsi ai rimedi fai da te con ricette chimiche improvvisate.#EK
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