lunedì 2 settembre 2013

Destri o mancini, come sono cani e gatti?

zampa

Anche cani e gatti possono essere destri, mancini o ambidestri, così come accade per gli umani.


Nel mondo animale, essere destri o mancini non fa assoluta differenza nella conduzione della propria vita quotidiana.

Di certo un cucciolo di cane o un adorabile micino non dovranno scontrarsi con libri poco amici dei mancini e nemmeno con l’inchiostro sfumato del passaggio furtivo di una mano.

Tuttavia, conoscere l’orientamento del proprio animale domestico risponde a domande che vanno oltre la mera curiosità del padrone, come ad esempio la facilitazione di accudimento e addestramento: non è forse utile scoprire quale zampa l’animale sia solito usare per renderne su misura la fase di gioco, le ciotole per l’alimentazione e chi più ne ha più ne metta?
A livello casalingo, soprattutto con i gatti, vi è un facilissimo esperimento: basta sventolare sopra la testa dell’animale una gustosa pietanza e scoprire con quale zampa l’animale domestico cerchi di raggiungerla.

Ma a livello scientifico vi sono delle vere e proprie survey tra mancini, destri e ambidestri, utilizzate per scoprire se l’inclinazione d’uso degli arti possa riflettere altre caratteristiche, tra cui smentite ipotesi comportamentali. 

Destri o mancini, come sono cani e gatti?

Allergie a cani e gatti? Ci si può convivere!

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Tra le tante forme allergiche, assolutamente non rara è la sensibilizzazione al pelo degli animali domestici, in particolare cani e gatti.

Quando  ci si accorge che la causa del proprio disagio fisico è dovuta, appunto, alpelo del proprio cane o gatto molti, purtroppo troppi, non trovano di meglio da fare che di disfarsi di colui che fino a quel momento era stato il compagno di gioco, l’amico fedele che tanto dà e poco chiede, e spesso succede che lo si fa nel peggiore dei modi.
Allora cosa fare, si chiederanno i tanti che hanno questo problema.  Innanzi tutto è necessario far cambiare abitudini al proprio compagno-compagna  a quattro zampe, cane o gatto che sia, in modo da interdirgli l’accesso alla camera da letto per  poter contare, così, su una notte tranquilla e priva di tutti quei malesseri legati alla forma allergica che condizionano significativamente il sonno.
Abituare un cane a non entrare in una stanza è una cosa possibile, difficile certamente all’inizio, ma comunque possibile. Per i gatti è diverso, l’unico sistema è sbarrare loro  la strada, ovvero chiudere la porta.
Una volta risolto il problema della camera da letto, bisogna ovviamente pensare anche al resto della casa perché non è certamente possibile vivere relegati nella propria stanza e lasciare il resto della casa a disposizione dell’amico peloso.
Dotarsi quindi di un'aspirapolvere con filtri appositi contro le allergiefiltro hepa, in modo che trattengano sempre e comunque gli allergeni al loro interno, e che rimettano nell’ambiente solo aria depurata. A questo è possibile, inoltre, aggiungere anche un depuratore d’aria per la casa, e questa soluzione non è solo indicata per le allergie al pelo degli animali domestici,ma sempre e comunque. 
Bisogna considerare che, in molti casi, non si tratta di allergia al pelo del cane o gatto che sia, bensì a ciò che si annida sul pelo e quindi polveri, pollini e così via.
Quindi sarà opportuno spazzolare spesso e bene l’amico responsabile dell’allergia, semmai protetti da guanti e mascherina,  e poi aspirare bene l’ambiente dove si è svolta l’operazione in modo da non lasciare in giro residui indesiderati.

Allergie a cani e gatti? Ci si può convivere!

Ortoressia: il nuovo disturbo alimentare


L'ortoressia sta colpendo molte persone provocando conseguenze, talvolta anche gravi sull'organismo

L’ortoressia si può riassumere come una vera e propria ossessione maniacaleper il mangiare sano e puro.
E’ un disordine comparabile con l’anoressia e la bulimia, con la differenza che mentre queste due patologie sono correlate alla quantità, l’ortoressia è correlata alla qualità del cibo.
L'ortoressia non è immediatamente e facilmente diagnosticabile in quanto l’intento della persona è positivo.

Ha inizio instaurando un cattivo rapporto con il cibo, da principio scartando i cibi trattati con pesticidi o con additivi artificiali, per arrivare ad avere esigenze sempre maggiori fino a seguire un’alimentazione povera a livello nutrizionale e potenzialmente dannosa se condotta per lungo tempo. 
 L’ortoressia non è stata ancora riconosciuta a livello scientifico internazionale come una vera “malattia” nervosa. 
Chi ne soffre, passa molto tempo a controllare le tabelle nutrizionali degli alimenti, a verificarne la provenienza e a valutare eventuali rischi di contaminazione.
Nei casi gravi, chi ne soffre, arriva a modificare il proprio stile di vita, vivendo in uno stato di costante pericolo e arrivando a isolarsi e a manifestare una vera e propria psicosi.
L'ortoressico elimina dalla propria alimentazione ampie categorie di alimenti ritenendoli “dannosi”, senza che questa dichiarazione corrisponda né ad un effettivo danno personale né a riscontri scientifici.
Per seguire un regime di questo tipo ci vuole una grande forza di volontà e questo fa sentire gli ortoressici estremamente sicuri delle loro convinzioni e superiori alle persone che non hanno un simile autocontrollo. 

Questo sbagliato comportamento alimentare può portare il fisico a debilitarsi, per la mancanza dei nutrimenti necessari, indebolendo quindi le ossa e la muscolatura, abbassando quindi di conseguenza le difese immunitarie e diminuendo le forze.

Ortoressia: il nuovo disturbo alimentare