Sicuri con la neve
Dalle valanghe agli scivoloni sul ghiaccio, fino ai malori causati dal freddo: sulle montagne innevate gli incidenti sono sempre in agguato, specialmente se mancano prudenza, lungimiranza e buon senso. Per promuovere la cultura della prevenzione anche ad alta quota, il Club Alpino Italiano (CAI) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico rinnovano l’appuntamento con “Sicuri con la neve”, la giornata nazionale di sensibilizzazione rivolta a tutti gli appassionati, gli sciatori e gli escursionisti che vogliono conoscere e mettere in pratica le regole di sicurezza in questo tipo di ambiente e imparare a gestire situazioni di emergenza.
Domenica 15 gennaio, in numerose località montane di 16 regioni italiane (scopri qui dove), saranno organizzati convegni, verranno allestiti stand informativi e campi neve e verranno eseguite dimostrazioni di ricerca e di autosoccorso in valanga. «La costante ricerca di una ragionevole sicurezza per gli amanti delle terre alte – spiega Vincenzo Torti, Presidente generale del CAI – è l’obiettivo sotteso a progetti come questo, con cui intendiamo promuovere l’attenzione sui possibili rischi cui si va incontro andando in montagna e su quali siano i comportamenti e gli accorgimenti da adottare per ridurli al minimo».
Quando si decide di intraprendere un’escursione, fare un’arrampicata o una sciata, è fondamentale conoscere le necessarie precauzioni da prendere prima di partire e sapere come comportarsi in caso di incidente. Ecco i consigli base per frequentare la montagna in libertà e ragionevole sicurezza.
Gli incidenti più comuni
Come spiega Elio Guastalli, responsabile del progetto “Sicuri con la neve”, l’incidente più frequente è sicuramente quello causato dalle valanghe, fenomeno che nell’80% dei casi è provocato da chi poi ne rimane vittima o dal gruppo del quale fa parte. Le valanghe non si verificano su piste battute, che sono controllate e bonificate periodicamente dal gestore degli impianti, ma sono tipiche della neve fresca e dunque del fuori pista. Oltre a questo rischio, non bisogna dimenticare le scivolate, su neve o ghiaccio, che coinvolgono soprattutto gli escursionisti con scarponi o quelli con le ciaspole (racchette da neve). L’ipotermia, cioè il brusco abbassamento della temperatura corporea rispetto alla media fisiologica, è un fenomeno pericoloso e insidioso, che può provocare la morte; il freddo e il brutto tempo, infatti, vengono spesso sottovalutati ma si verificano all’improvviso e spesso è troppo tardi per intervenire.
Preparare la gita: 5 cose da ricordare
Quando si decide di fare un’escursione in montagna, durante il periodo invernale, è necessario programmare l’uscita, curando al meglio ogni dettaglio. Per prima cosa, bisogna ascoltare attentamente le indicazioni del Bollettino Nivo Meteorologico relativo alla zona dove si vuol fare la gita, che deve essere adeguata alle condizioni meteo-climatiche e nivologiche previste.
È necessario seguire il grado di pericolo valanghe: con pericolo 4 o 5 è opportuno rinunciare all’escursione, con pericolo 3 la scelta degli itinerari deve essere valutata da persone di grande esperienza, con pericolo 2 o 1 l’attenzione alla scelta del percorso e ai segnali dell’ambiente deve essere comunque garantita.
Prima di partire bisogna controllare che l’ARTVa, il ricetrasmettitore elettronico che permette la localizzazione in caso si venga travolti, abbia le batterie in carica. È necessario, poi, assicurarsi che la sonda da autosoccorso funzioni correttamente e che la pala sia in ordine. Se la gita proposta è in un’altra nazione, prendere nota di quali sono i numeri telefonici di riferimento per allertare i soccorsi. Infine, è meglio non scegliere percorsi troppo complicati e difficoltosi se la preparazione psicofisica non è adeguata.
Prima di partire
Quando si sta per intraprendere l’escursione bisogna provvedere ad indossare correttamente l’ARTVa acceso sotto la giacca a vento o sotto la maglia: avere il ricetrasmettitore spento e chiuso nello zaino equivale a non averlo. È necessario che tutti i componenti del gruppo controllino, secondo le indicazioni del fornitore, il funzionamento in ricezione e trasmissione di ogni apparecchio. Se si prevedono sciate, discese con lo snowboard e camminate con le ciaspole, è meglio controllare che sci, tavola e racchette siano scollegati dagli scarponi (niente cinturini salva sci) e che i bastoncini siano impugnati fuori dai laccioli.
Mai da soli
Se amiamo la montagna, dovremmo trovare qualcuno con cui condividere questa passione: per raggiungere vette innevate, fare un’escursione con le ciaspole o sciare è sempre meglio essere con altre persone. In casi di emergenza, infatti, la solitudine può essere un’aggravante mentre la presenza di altri individui può essere di grande aiuto.
Scegli l’equipaggiamento giusto
Tutte le persone del team devono essere equipaggiate in modo adeguato: ognuno deve possedere sonda, pala e ARTVa. Se il soggetto che rimane sepolto, infatti, è quello che ha la pala e la sonda, il resto del gruppo cosa fa? Come sottolinea Elio Guastalli, piccozze e ramponi sono indispensabili per affrontare certi tipi di sentieri ghiacciati mentre l’ipotermia si evita con il giusto equipaggiamento tecnico, cioè uno strato termico, uno isolante e un guscio esterno che ripara dal gelo e dal vento.
Bisogna evitare di rimanere con indosso i vestiti bagnati dalla neve. Sicuramente nello zaino non devono mai mancare un kit di pronto soccorso, una borraccia per l’acqua, un coltellino multifunzione, gli occhiali da sole, indumenti di ricambio (soprattutto magliette e calze).
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